Progetti CFR

Gli Artisti del deragliamento

Questo progetto ha origini più arcaiche il quello denominato : “Mostra d’arte di… non solo presepi”, che è risultato aggiudicatario di un contributo della Regione Campania per il nostro Istituto di riabilitazione ”CFR” con decreto dirigenziale n° 355 del 03.05.2010, pubblicato sul B.U.R.C. n° 36 del 10.05.2010, progetto volto alla realizzazione di servizi di sollievo alle famiglie con componenti autistici, ai sensi del decreto dirigenziale n° 838 del 21.10.2009, pubblicato sul B.U.R.C. n° 67 del 02.11.2009.

 

Gli artisti del Deragliamento sono un gruppo di nostri utenti affetti da diverse tipologie di disturbi mentali che vanno dalla psicosi, all’autismo, dal disturbo del comportamento e della relazione, al ritardo mentale grave. Il progetto ( gli artisti del deragliamento) è la sintesi di un lavoro di ricerca nato più di 5 anni fa, ed all’interno dei laboratori artistici del nostro Istituto. Mettendo in campo le attitudini professionali e non di alcuni operatori, nacquero 3 distinti progetti:

“ Emozioni di Cartapesta”, “ Emozioni di Creta” e la “ Bottega Artigianale”, ciascuno diretto da  differenti operatori e da un assistente ai disabili.  L’intento era quello di ricercare attraverso schede di valutazione quantistiche standardizzate le reali potenzialità dei singoli utenti in riferimento ai diversi materiali. Negli anni l’esperienza con questi materiali è divenuta  per i nostri utenti, una modalità spontanea di espressione con la realizzazione di opere vere e proprie, pezzi unici, alcuni dei quali realizzati in collaborazione tra ragazzi/artisti diversi. Tutte le opere realizzate,  numerate e con didascalia, vengono solo in parte consegnate alle famiglie, le restanti vengono esposte al pubblico in mostra permanente all’interno del nostro Istituto, che idealmente diventa , così, una galleria d’arte.

Oggi Francesco Gaglione è il principale rappresentante di questo gruppo di giovani adulti; ha un suo sito web: www.artistidelderagliame.wix.com/artistideragliamento, nato con la collaborazione della famiglia, dove è possibile visionare le sue opere in una “prospettiva” personale virtuale permanente a cui aver libero accesso, aggiornata ogni 12 mesi; opere tra l’altro apprezzate da diversi critici e pubblicate su diverse riviste d’arte. Un modo diverso per parlare di “integrazione”.

I  perché della scelta di questo  nome : “ Gli artisti del  Deragliamento “

Se volessimo attenerci ad una definizione classica della psichiatria dovremmo dare questa definizione di “deragliamento” ( o digressione ) : deviazione graduale od improvvisa del corso del pensiero senza blocco, in cui i nessi associativi tra le varie unità ideative sono alterati e difficilmente codificabili. Considerato il  materiale umano con cui lavoriamo, questa definizione diventa per noi riduttiva e relegante, e ci riporta alla mente queste parole:” …… alcuni riducono la follia ad un’alienazione della condizione umana, condizione intesa come esistenza, altri esperiscono che  “non c’è nulla o nessuno da alienare ” …… ed ancora …… La follia si può pensare, così come l’uomo può essere pensato. Perché la follia è umana: non è né vegetale, né animale, è profondamente “umana”. La follia è dotata di senso. Relegarla nel campo del non-razionale, dell’assurdo, dell’illogico, è troppo facile e sa di anacronistico. “……( da Pensare l’uomo e  la follia di H. Maldiney ). In tale senso il termine “deragliamento” non è da intendersi, anacronisticamente parlando, semplicemente come un deragliamento mentale; ma và ben oltre, viaggia lungo i sentieri del deragliamento empatico tra terapista e paziente; quel deragliamento di sensi, di spazio e di tempo, che fa viaggiare la fantasia e libera le capacità intuitive e scopre legami misteriosi fra le cose, portando alla luce frammenti di verità, simile ad un Prometeo capace di offrire all’umanità dei brandelli di verità. Il “deragliamento“ diventa così , una modalità libera di espressione , libera di guardare alla nostra realtà, utilizzando sensi, capacità percettive ed una sensibilità diversa capace di realizzare una realtà tangibile, difficile e , soprattutto , mai scontata. Un deragliamento delle emozioni quindi, dove :

“ l’emozione è la cosa che dà il significato e il pensiero è un modo per organizzare tale significato e dargli forma ………. L’emozione che nasce dall’osservazione della situazione. Non ci ricordiamo mai abbastanza che l’osservazione è alla base della scienza, di ogni scienza. Che se il grande scienziato nota quello che passa sempre inosservato e gli dà spazio e collegamenti adeguati, lo scienziato medio si sforza di osservare il più in dettaglio e in continuità possibile. “(1)

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